Risotto verde d'equinozio (di primavera)

Quando arriva la primavera, Neta e la piccola Tina vanno per i campi, con una cesta di vimini a cercare le erbe per preparare il risotto d'equinozio, ecco che cosa raccolgono:

Punte di ortiche, piante di papavero, lavertini e barbabucchi, crescione,aglio ursino, cerfoglio, malva, rughetta, cardi e girasoli teneri, foglie di viola e di primula, salvia, spinaci e menta selvatica; a tutto ciò si aggiunge il verde di qualche porro, aglietto novello, cipollotti lunghi, cime di asparagi e piselli, ciuffetti di lattughino, di scarola e di costine verdi.

Neta trita tutto, finissimo,con la mezzaluna poi passa il trito in olio burro e lardo. Si ottiene un brodo spesso, verde, che, allungato con qualche mestolino d'acqua bollente, servirà a bagnare il riso. Neta fa rosolare in un tegame una miriade di dadidi di lardo rosato, poi versa il riso ,aggiusta di sale&pepe ,e lo porta a cottura bagnandolo con il passato verde. Non appena il riso è cotto lo manteca con burro d'alpeggio, ricotta stagionata, di montagna, grattugiata e copre il risotto con un trito crudo di prezzemolo, aglietto e salvia. Così serviamo agli ospiti un risotto straordinario che profuma di tutte le erbe e tutti gli ortaggi e non se ne vede nemmeno uno. Si vedono solo dadini di lardo dorato.



Le nostre ricette

Benvenuti nella Taverna virtuale del Mattorel, dove si cucina, si racconta, si organizzano serate a tema e si scambiano ricette della tradizione, non solo italiana...






 

Realizzatori: Il lurikeen & sons. © M. Antonietta Bussone 2008-2009.  Tutti i diritti riservati.

Questo sito non è a scopo di lucro, e non pubblicizza alcuna attività di ristorazione e/o commerciale."La taverna del Mattorel" è un titolo nato dalla fantasia degli autori: si tratta di una ipotetica taverna gestita da un mulo, una pecora e una bambola di pezza. E' vietata la riproduzione dei testi e delle immagini senza il consenso esplicito degli autori.