Trote con le fave
Occorrono:

Trote piuttosto piccole (almeno due per commensale) pulite, sventrate, private delle testa e della coda
gr. 400 di fave freschissime, molto piccole
gr.50 di prosciutto cotto tritato
una grossa cipolla tritata
olio extravergine d'oliva
un bicchierino di ottimo aceto di vino
qualche foglia di menta
sale
pepe nero in grani

Questo piatto, davvero molto buono, noi lo prepariamo per la sera del 21 di giugno, quando il sole entra nella costellazione del Cancro e festeggiamo il solstizio d'estate. Per l'occasione, si cena fuori all'aperto, si apparecchiano i tavoli di legno sotto il "bersò".*
L'illuminazione è fornita da candele profumate al fieno e da una miriade di lucciole. Finita la cena, si accende un piccolo falò all'aperto, ci si siede tutti intorno e tenendosi per mano si canta e si raccontano leggende.
Innumerevoli esseri fatati, che non possiamo scorgere, ma di cui avvertiamo la presenza , si aggregano alla compagnia: sono elfi, streghe, folletti...gli spiriti degli alberi, dell'acqua, della foresta, del vento...padroni incontrastati dei boschi e della notte.

Le trote sono quelle che peschiamo nel torrente che scorre vicino alla Taverna; dopo averle pulite si farciscono con un cucchiaio di erbe di Provenza ed una noce di burro. Si pongono in una teglia irrorate d'olio e si mettono in forno già caldo (200°) per una mezz'oretta.
Poi si tolgono dal forno e si spolverano con sale fino e pepe nero macinato al mulinello.

Le trote le serviamo con le piccole fave fresche che Peppone, un simpatico e panciuto valligiano, amico personale del Mattorel, coltiva solo per noi.

In un padellone poniamo a scaldare l'olio e soffriggiamo il prosciutto e la cipolla, uniamo le fave, mescoliamo con cura, profumiamo con un mazzetto di foglie di menta, e portiamo la cottura a termine a fuoco molto dolce.

Serviamo in questa occasione, vino bianco fresco di cantina, appena spillato dalla botte.

**Poichè qui la vite non cresce, il bersò è stato preparato dal Mulo in alcuni anni di lavoro: rose rampicanti di ogni colore intrecciate con rami d'edera.


Benvenuti nella Taverna virtuale del Mattorel, dove si cucina, si racconta, si organizzano serate a tema e si scambiano ricette della tradizione, non solo italiana...





 

Realizzatori: Il lurikeen & sons. © M. Antonietta Bussone 2008-2009.  Tutti i diritti riservati.

Questo sito non è a scopo di lucro, e non pubblicizza alcuna attività di ristorazione e/o commerciale."La taverna del Mattorel" è un titolo nato dalla fantasia degli autori: si tratta di una ipotetica taverna gestita da un mulo, una pecora e una bambola di pezza. E' vietata la riproduzione dei testi e delle immagini senza il consenso esplicito degli autori.